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A cura di Marzia Senesi e Raffaella Falconio
Piccoli appezzamenti, giardini comunali, terrazzi, balconi: è partita la rivoluzione green friendly dei nostri spazi urbani.

COLTIVARE FRUTTA E VERDURA SUL BALCONE NON E' IMPOSSIBILE

Si recuperano terreni pubblici e si coltivano anche orti in terrazza: la rivoluzione green dell'eurocittadino consapevole.

 

 

La cultura ambientale sta subendo dei cambiamenti importanti: i cittadini si espongono in prima persona per proteggere e sviluppare le aree verdi presenti in città. Si cerca sempre di più di favorire l'uso di energie pulite, il riciclo di materiali, combattendo lo spreco e il consumo di suolo, custodendo ciò che la natura ci ha offerto: la tendenza "green" ed eco-sostenibile è diventata uno stile di vita soprattutto per chi vive in città dove si sta diffondendo la pratica della coltivazione degli "orti urbani".
Con il termine "orti urbani" si intendono le aree di terreno pubblico coltivate in città, destinate alla semina e al raccolto. Questa pratica consente tra l'altro di recuperare dei terreni che altrimenti finirebbero in stato d'abbandono: in questi luoghi si coltivano "prodotti a km zero" secondo i principi di sostenibilità ambientale.
I vantaggi della presenza di un orto urbano in città dove il verde pubblico scarseggia sono diversi: dalla riscoperta del valore della terra, alla collaborazione tra cittadini e
 agricoltori  per produrre frutta e verdura fresca e l'elenco potrebbe essere molto variegato e lungo. Iniziative simili sono di aiuto alle nuove generazioni, in quanto le sensibilizzano all'idea di vivere in città più sostenibili da un punto di vista ambientale. Ma anche gli adulti o gli anziani, attraverso la disponibilità di orti urbani, hanno la possibilità di fare attività fisica all'aria aperta e possono produrre alimenti nutrienti senza l'uso di sostanze chimiche e pesticidi.
L'attenzione crescente alla presenza di aree verdi e al vivere attivamente a contatto con la natura ha portato al boom di questa nuovo modo di abitare, da soli o in compagnia, la città: un fenomeno che si sta espandendo a macchia d'olio in Italia e nel mondo. E la coscienza in materia ecologico-ambientalista sta felicemente contagiando sempre più cittadini: si stima, infatti, che in Italia, negli ultimi anni, la superficie degli orti urbani sia arrivata a coprire 3,3 milioni di metri quadrati. Una realtà, questa, che avvicina il nostro Paese a molte interessanti realtà straniere europee ed extraeuropee.

UN FENOMENO CHE NEMMENO LA PANDEMIA HA RALLENTATO
L'arrivo della pandemia, all'inizio di questo anno, ha addirittura rafforzato questa tendenza. Le persone costrette in casa hanno infatti trovato nella cura di un orto, in un angolo di terrazzo o giardino, uno sfogo oltre che un salutare approvvigionamento alimentare. I decreti (DPCM) che hanno regolato le attività consentite hanno infatti riconosciuto la cura degli orti come  possibile anche al di fuori dalle proprie abitazioni. Per cui chi aveva un piccolo appezzamento privato, o partecipava alla cura di un orto in condivisione, ha potuto continuare il suo "lavoro" all'aperto senza particolari limitazioni se non quelle definite dalla normativa come "distanziamento sociale".

          

Una vera e propria rivoluzione verde sta invadendo le città pere farle diventare spazi sempre più green friendly. Piccoli appezzamenti in città, giardini comunali, ma anche terrazze condominiali e balconi: gli orti urbani si sviluppano sia in forma macro che micro con l'obiettivo comune di migliorare il contesto cittadino e avvicinandosi alla natura.
Esistono differenti tipologie di orti urbani: comunali, sociali, quelli dedicati all' attività scolastica o posti all'interno di un insediamento industriale e quelli privati: allestiti su un balcone quando manca la disponibilità di un giardino.
Novità recenti riguardano anche l' "agricoltura urbana smart": esiste infatti un progetto della Commissione Europea Internet for Food & Farm 2020 del cui potenziale veramente innovativo parleremo in altri articoli.
E allora perché non provare, subito e nel nostro piccolo a far nascere una minuscola oasi verde su un'area da riqualificare o su un terrazzo desolatamente senza piante?

Arch. Marzia Senesi

Arch. Raffaella Falconio

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