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A cura di Rosa Revellino
La canzone italiana degli ultimi 50 anni al vaglio della linguistica.

 


“Non saranno solo canzonette…”

Con il percorso di ascolto dei testi musicali, iniziamo a entrare nella nostra recente storia culturale

La canzone italiana degli ultimi 50 anni rappresenta un terreno di studio per tutti coloro che a vario livello si occupano di lingue e linguaggio.

Lo studio del cambiamento linguistico dei testi in musica negli ultimi 50 anni ci consente di osservare bene innovazioni e ripiegamenti progressivi della lingua: per esempio come si è trasformato il livello simbolico e metaforico, quale lessico si è codificato nel tempo o quali sedimenti linguistici hanno continuato ad abitare il testo delle canzoni?

Il percorso che faremo dentro la canzone parte proprio dall'analisi linguistica dei testi.

Per conoscerli dall’interno, per entrare nelle regole auree della composizione, ma soprattutto per conservare la memoria sonora di un patrimonio che vive nel testo e si tutela grazie all'esplorazione delle parole.

Le parole delle canzone sono sempre state al centro di studi stratificati, da quelli più tecnici e focalizzati a quelli più generalisti con un intento squisitamente narrativo, segno che l’intimo rapporto tra testo e musica ha da sempre affascinato studiosi e cultori della materia, senza però voler far indossare all’Italia quello stereotipo di “Paese canterino”- come chiarisce molto bene la Crusca. 

Qual è la natura semiotica dell’italiano della canzone? Quali sono i meccanismi linguistici di un testo che allude alla poesia ma va necessariamente oltre questo genere letterario?
Quali le tessere sonore che sono entrare nel nostro quotidiano rendendo proprio la “canzonetta” un grande e potente “trasmettitore culturale”?

Questi interrogativi aprono il percorso di ascolto dei testi che hanno accompagnato storie, biografie illustri e/o semplici atti del banale quotidiano rendendolo mistico.

Colonne sonore che hanno tenuto nel tempo e sono riuscite a non invecchiare proprio grazie al distillato potente di alcune parole.

Non sarà possibile parlare - come ci ribadisce ancora la Crusca - di una “lingua della canzone d’autore” ma di una progressiva ibridazione di diverse autorialità, talvolta anche in forte deroga rispetto alla fruibilità commerciale.

La cosa certa è che non “saranno solo canzonette”…

 

 

Rosa Revellino